Dieta e controllo del peso

Diet and Weight Management

Conteggio calorico

Quando si tratta di controllare il peso, conta ogni singola caloria. Gli esperti dicono che anche piccole riduzioni nell'assunzione di calorie producono un forte impatto a lungo termine, quindi masticare una gomma senza zucchero Orbit da massimo cinque calorie invece di consumare uno spuntino ipercalorico può rappresentare una valida misura per ridurre l'apporto calorico.

Extra

Con i loro fantastici gusti, le gomme da masticare Orbit sono in grado di soddisfare davvero tutti! Andiamo oltre, facciamo i conti, se mastichiamo una gomma da massimo cinque calorie invece di mangiare due biscotti al cioccolato da 140 calorie, assumiamo 135 calorie in meno! I risparmi calorici poi si sommano tra loro, fino a raggiungere il deficit di 3.500 calorie necessario per perdere mezzo chilo di peso corporeo.

Una ricerca condotta presso la University of Rhode Island illustra il ruolo della gomma da masticare senza zucchero, come le Orbit appunto, nel contribuire alla riduzione dell'apporto calorico a pranzo, aumentando al contempo la spesa energetica. Quando i soggetti che hanno preso parte allo studio avevano masticato gomme nel corso della mattinata, tendevano ad assumere un minor numero di calorie a pranzo, mediamente 68 calorie in meno, che non compensavano poi neanche dopo, nel corso del resto della giornata.1 Inoltre, quando i soggetti dello studio masticavano gomme a ritmo naturale dopo mangiato, la rispettiva spesa energetica risultava maggiore di circa il cinque percento, rispetto a quando non masticavano gomma.2 Questo studio contribuisce a dimostrare gli effetti positivi della gomma da masticare sulla riduzione dell'apporto calorico.

Altre ricerche a sostegno del ruolo della gomma da masticare nel controllo del peso

Una ricerca condotta presso il Pennington Biomedical Research Center e la Louisiana State University ha evidenziato il ruolo potenziale della gomma Orbit in termini di controllo dell'appetito, diminuzione dell'apporto energetico e riduzione della necessità incontrollata di sgranocchiare qualcosa.3 Lo studio ha messo in luce come masticando gomme Orbit fosse possibile ridurre significativamente gli spuntini pomeridiani, con un taglio pari a 40 calorie. I soggetti dello studio che masticavano regolarmente gomme hanno dichiarato che i rispettivi livelli energetici si mantenevano invariati tra il pranzo e la merenda, aggiungendo di sentirsi molto meno assonnati rispetto ai soggetti che non masticavano gomme.

La ricerca iniziale, pubblicata su Appetite illustra come la masticazione di chewing gum prima di fare uno spuntino contribuisca a ridurre la fame e contenere il bisogno di dolci, consentendo quindi di diminuire l'apporto energetico di circa 36 calorie.4 Risultati simili sono stati riportati in uno studio di follow-up condotto su soggetti che limitavano l'assunzione di cibo al fine di perdere peso o mantenere il peso ideale. L'effetto indotto dalla masticazione delle gomme era quello di ridurre l'apporto calorico di 25 calorie; la fame e il desiderio di mangiare risultavano significativamente ridotti dal consumo di chewing gum.5

1 Kathleen J. Melanson, Kaitlyn E. Reti,e Daniel L. Kresge. Impact of chewing gum on appetite, meal intake, and mood under controlled conditions. Obesity 2009. Washingtn, D.C. Ottobre 2009

2 Daniel L.Kresge, Kaitlyn E. Reti and Kathleen J. Melanson. Relationships between gum chewing, energy expenditure and RQ before and after controlled breakfasts. Obesity 2009. Washington, D.C. Ottobre 2009

3 Geiselman PJ, Martin CK, Coulon S,.Ryan DH, and Apperson M, Short-Term Effects of Chewing Gum on Specific Macronutrient and Total Calorie Intake. ASN Scientific Sessions and Annual Meeting at Experimental Biology 2009. New Orleans, LA. Aprile 2009.

4 Hetherington MM, Boyland E. "Short term effects of chewing gum on snack intake and appetite." Appetite. 2007; 48(3):397-401.101.

5 Hetherington MM, Regan MF. Effect of chewing gum on short-term appetite control and reduced snack intake in moderately restrained eaters. Obesity. 2007; 15: 510-P